Guardare fuori?

Che altro posso fare per ingannare il tempo sul treno? Ancora matematica? Difficile, ora che è salita tutta questa gente (ma bello che sia salita). Guardare fuori?

Il cielo vagamente tempestoso, tipico di alcuni giorni di primavera.

Il treno completamente pieno (alcuni in piedi).

La campagna lombarda, a sud di Milano. Anch’essa sa essere bella, a suo modo. Campi color giallo (grano? No, non mi sembra grano!), cascine, piccole chiese. Bene godersi il paesaggio com’è adesso, ché tra qualche settimana sarà bruciato sotto il sole.

Pieve Emanuele, con i palazzoni (colpisce il Ripamonti residence) e la stazione in costruzione. Il treno qui procede più lento.

Uno squarcio nelle nubi. All’orizzonte, direi verso ovest, un bagliore rosa. Villamaggiore. Ora andiamo veloci.

Freniamo un po’. Verso sud il cielo è sereno, me ne accorgo solo ora. Dovremmo essere quasi a Certosa. E infatti, eccola: riesco a scorgerla dal finestrino. Pochi secondi, è già fuori dal campo visivo. La rivedrò presto.

Rallentiamo sensibilmente. Ma ormai Pavia dovrebbe essere alle porte. Ecco, riprendiamo un po’ di velocità.

Ci siamo: viale Brambilla, un autobus urbano, ora passiamo sotto il rondò dei Longobardi. È il momento di scendere.

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Aumenti tariffari nascosti?

Incuriosito e, diciamolo, anche un po’ ingenuamente esaltato per la messa in esercizio prossima ventura della linea Alta Velocità (AV) Milano-Bologna, ho voluto dare un’occhiata al nuovo orario ferroviario, in vigore dal 13 dicembre (se non mi sbaglio). Per ora sono presenti solo i convogli a media-lunga percorrenza, ma da una prima lettura sembra proprio che sulla Milano-Piacenza-Bologna-Ancona siano spariti (quasi) tutti gli Intercity. O meglio: convertiti in Eurostar city, conservando però le stesse fermate e quindi gli stessi tempi di percorrenza. Con la differenza che, essendo una categoria di treni superiore, il prezzo del biglietto aumenta, di qualcosa come 4-5 euro per la seconda classe. Chiunque può verificare questo fatto sull’orario internet, cercando soluzioni di viaggio su quella linea per date successive al 13 dicembre e confrontandole con quelle attuali. Una simile scelta, se verrà poi confermata nella realtà, mi sembra decisamente deleteria. A parte il fatto che si tratta di un effettivo aumento tariffario celato (i viaggiatori dei treni IC si troveranno costretti per forza a salire su questi EScity, praticamente identici in tutto ai vecchi convogli eccetto che nel costo), c’è da dire che tale mossa non fa altro che aumentare la confusione in cui già si trova il sistema tariffario delle ferrovie nostrane: dopo il 13 dicembre, sulla Milano-Ancona ci saranno alcuni EScity “veloci” che fermeranno solo a Piacenza, Bologna, Rimini (essi sono in realtà i primissimi EScity introdotti nel 2007), poi ci saranno altri EScity “lenti” che al contrario fermeranno in tutti i capoluoghi di provincia emiliani, a volte addirittura a Milano Rogoredo se non a Lodi (questi ultimi sono in effetti il frutto della conversione dei vecchi Intercity). Morale: un bel casino! E a questo punto cosa penserà il malcapitato viaggiatore, che si renderà conto che prendendo un certo EScity farà poche fermate e arriverà a destinazione in fretta, mentre invece prendendo quello di due ore dopo (per dire) farà più fermate e impiegherà anche un’ora in più? Questo beninteso spendendo gli stessi soldi! Come se non bastasse, sembra che tutta questa modifica colpirà anche la Milano-Torino e la Milano-Venezia, basta sempre guardare l’orario su Internet per rendersene conto…

In conclusione, si tratta di un panorama che mi risulta alquanto desolante. Aspettavo l’arrivo della AV Milano-Bologna sperando che tale nuova potente (e costosissima) linea portasse almeno ad un qualche rinnovamento e modernizzazione complessiva dell’orario, non di certo ad un ulteriore sostanziale peggioramento del servizio. Io amo tantissimo il treno e continuerò ad usarlo, ma gli altri? Quanti si sentiranno presi in giro e decideranno di viaggiare in automobile?