Critica

Pensavo, in questi giorni, che assieme alla sinistra andrebbe un po’ ricostruita la classe intellettuale di sinistra. Ormai sembra che questi sedicenti intellettuali, nel loro atteggiarsi a paladini del libero pensiero e di tutto il resto, non si rendano nemmeno conto che hanno un dogmatismo sovrapponibile a quello dei bigotti: il dogmatismo di chi sostituisce alla realtà una propria immagine preconfezionata della realtà, gloriandosi di tale costruzione mentale e di fatto rinunciando a incidere davvero sul mondo e sui suoi innumerevoli guai. Così, ecco piovere articoli sul liberismo malvagio, sulla Chiesa che è fonte di tutti i mali, sul Papa che dovrebbe diventare pro divorzio e pro aborto… Fiumi di parole sempre uguali che pretendono di essere acute interpretazioni della società, ma che tradiscono piuttosto la più vacua autoreferenzialità.

Questi “intellettuali” vivono per sé stessi. Ciò che scrivono, ciò che dicono, ha in fondo soltanto la finalità di giustificare la loro stessa esistenza. Non c’è voglia di capire, non c’è voglia di cambiare.

Per finire, e giusto per rendere più chiaro cosa intendo: cinquant’anni fa Pasolini, oggi Flores D’Arcais. In fondo, non serve aggiungere altro.

Annunci