Critica

Pensavo, in questi giorni, che assieme alla sinistra andrebbe un po’ ricostruita la classe intellettuale di sinistra. Ormai sembra che questi sedicenti intellettuali, nel loro atteggiarsi a paladini del libero pensiero e di tutto il resto, non si rendano nemmeno conto che hanno un dogmatismo sovrapponibile a quello dei bigotti: il dogmatismo di chi sostituisce alla realtà una propria immagine preconfezionata della realtà, gloriandosi di tale costruzione mentale e di fatto rinunciando a incidere davvero sul mondo e sui suoi innumerevoli guai. Così, ecco piovere articoli sul liberismo malvagio, sulla Chiesa che è fonte di tutti i mali, sul Papa che dovrebbe diventare pro divorzio e pro aborto… Fiumi di parole sempre uguali che pretendono di essere acute interpretazioni della società, ma che tradiscono piuttosto la più vacua autoreferenzialità.

Questi “intellettuali” vivono per sé stessi. Ciò che scrivono, ciò che dicono, ha in fondo soltanto la finalità di giustificare la loro stessa esistenza. Non c’è voglia di capire, non c’è voglia di cambiare.

Per finire, e giusto per rendere più chiaro cosa intendo: cinquant’anni fa Pasolini, oggi Flores D’Arcais. In fondo, non serve aggiungere altro.

Breve riflessione politica

A me pare che alla sinistra in Italia – ma forse chissà, anche all’intero paese – ciò che davvero manca sia una robusta e necessaria dose di programmaticità, organicità delle proposte. Sembra che “sinistra” ora sia una parola evocata da pochissime tematiche, sempre le solite: articolo 18, pensioni, no austerità, qualcosa sui cosiddetti diritti civili. Possibile non ci sia nient’altro? Le classi cosiddette “deboli” sicuramente includono salariati e pensionati; sicuri che non includano anche altre categorie di persone? Senza fare elenchi, già per esempio pensare alle generazioni future e al loro benessere, mi pare potrebbe essere un tema “di sinistra”. No?

Riuscirò, un giorno, a vedere una proposta politica di sinistra, anche radicale, che sia in grado di fornire una visione di insieme e soprattutto risposte concrete? Intendo risposte vere e non illusorie, economicamente sostenibili data la grave situazione attuale, e senza che si debba ricorrere ad una vacua retorica anti-sistema – buona solo per dare alle persone qualcosa contro cui sfogarsi. Sto forse chiedendo troppo?