Dell’onestà

La pur sacrosanta critica mossa nei confronti della classe politica non deve essere un pretesto per deresponsabilizzarci!

Tutti noi abbiamo dei doveri, in quanto cittadini. Anzi, oserei dire che essere pienamente cittadini significa esattamente rispettare rigorosamente le regole che la società ci impone. Chi non rispetta tali regole, fosse anche con piccoli “magheggi”, si sta di fatto chiamando fuori dalla società. Mi si dirà: hanno più colpe – per dire – quelli che, in una posizione di predominanza, truffano grosse quantità di denaro, piuttosto che il piccolo imprenditore che ogni tanto non emette fatture. E io risponderò che sì, le grandi truffe sono ben più gravi delle piccole furberie, ma che ciò non vuol dire che gli artefici delle seconde si stiano comportando bene, anzi.

Il fatto che vi siano uomini ricchi e corrotti che vivono nell’impunità non può in alcun modo giustificare, da parte degli altri, atteggiamenti che, in ultima analisi, non sono altro che la riproduzione, in piccolo, dei crimini dei primi.

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Un pensiero su “Dell’onestà

  1. Che poi i secondi fanno capire su che quotidiano appoggiano il consenso i primi,e forse anche da che microcosmo posso uscire fuori. In fin dei conti i primi sono una propagazione degli errori commessi dai secondi.

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