Discesa

In fondo, penso ora, chi si colloca su qualche ideale piedistallo, pretendendo di osservare dall’alto tutto il resto e quindi sentendosi legittimato a giudicarlo, compie un errore madornale, grossolano, molto stupido. Questi individui, così facendo, intendono chiaramente chiamarsi fuori da chi criticano, e implicitamente pensano “sì, certo, io sono superiore”. E invece, elevandosi ad un livello più  alto degli altri, vedono tutto ciò che sta “di sotto” come una massa indistinta.

Ma non è così. A scendere giù, in basso, a vedere le persone come realmente sono, una per una, si possono avere bellissime sorprese. Così come grandissime delusioni, così come tanto altro, ma è ovvio, no? Si dice da sempre che il mondo è bello perché è vario. In effetti il mondo è vario, eccome. D’altra parte, io non sto dicendo niente di strano, di difficile. Dico solo che non bisogna generalizzare. Né bisogna dare giudizi su cose o persone che non si conoscono davvero. Tutto qui.

4 pensieri su “Discesa

  1. Quanto è vero ciò che dici!
    Vorrei portare un sacco di esmpi ma non ne ho il tempo, quindi ti dico solo che appoggio completamente il tuo post! In realtà, anche quando parlavi dello scrivere e ti ho lasciato il commento sull’infinita supremazia del contenuto sulla forma, volevo esprimere più o meno lo stesso concetto…se una cosa/persona ha qualcosa da dare/dire, la forma passa in secondo piano. Sembra un luogo comune, ma pochissimi tra quelli che conosco hanno capito VERAMENTE ciò che significa!

  2. Uhm… diciamo che è vero solo in parte…
    In primo luogo credo che dipenda moltissimo dalla capacità di giudizio di chi si vuole “mettere su un piedistallo”: non è detto che non sia in grado di giudicare bene anche da posizione… sopraelevata.
    Secondo: Tutti giudicano. Il tuo solo scrivere questo post è un giudizio su coloro che si sentono superiori… basta osservarlo un po’ più da lontano per notarlo. Nel momento in cui qualcuno si fa un idea di qualcosa, emette su di essa un giudizio.
    Senza contare che non è detto che chi critica gli altri non sia anche autocritico… io stesso sono parecchio critico con gli altri, e a detta di molti mi pongo al di sopra degli altri, ma non manco di criticare anche me per i miei errori e i miei difetti.
    Per finire vorrei porre a tutti una domanda: qual è la definizione di umiltà? Cosa ti qualifica come umile?
    Detto questo, saluto tutti😛
    Ciao Ciao

  3. Quindi, in linea di principio, tu non ti sentiresti di giudicare gli altri nemmeno se conoscessi perfettamente l’argomento in questione? Chessò ad esempio a giudicare il livello di matematica che si fa nei corsi di Fisica o Ingegneria?😉
    C’è presunzione e conoscenza. Concordo sul non dare giudizi su ciò che non si conosce appieno ma, se invece si conosce? Dovrebbe essere l’uditore a capire se il giudizio prefigura conoscenza o presunzione. Spesso però quando ci criticano quello che noi consideriamo è solo l’orgoglio, considerando l’interlocutore presuntuoso indipendentemente dall’appuramento delle sue conoscenze. Ci appigliamo ad altro, alla sua credibilità (vedi titoli accademici) o riconoscibilità pubblica (opinioni largamente condivise dalla massa) per dare un giudizio in merito. Credo sia un errore. Dovremmo essere capaci di giudicare indipendentemente dagli altri, essendo noi consapevoli delle nostre conoscenze.

  4. Criticare è legittimo, ma mi sembra ovvio, no? Gli uomini esprimono opinioni e giudizi, è qualcosa di naturale. In questo post me la prendevo con quelli che criticano e giudicano con arroganza e ignoranza persone o cose che magari nemmeno conoscono. Ovvio che è sbagliato anche l’atteggiamento di chi riceve una critica – magari molto pacifica – e se la prende. È una forma di chiusura mentale, esattamente come quell’altra. Giudicare e criticare non sono atteggiamenti sbagliati (anzi), e nemmeno voglio dire che è sbagliato sentirsi “migliori” di certi individui (per dire, mi posso ritenere migliore di un truffatore, di un criminale, magari anche di Fabrizio Corona😈 ). Peraltro il “sentirsi migliore” è un sentimento molto personale, al massimo socialmente condiviso, diciamo, non di certo assoluto. Ma sono cose ovvie, queste, no?

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