Voglia di silenzio

Brevemente.

Sono assordato dall’attuale dibattito politico in Italia. Letteralmente assordato. Sento ripetere sempre le stesse cose, da una parte e dall’altra, ad altissima voce, come dischi rotti. E chi cerca di ragionare, riflettere, argomentare, viene surclassato dalle urla.

Viene voglia di sparire per un po’, rifugiarsi in un eremo lontano da tutto e da tutti. Con un po’ di silenzio, infine.

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4 pensieri su “Voglia di silenzio

  1. Guarda Francesco, non è che io voglia fare il lungovissuto, ma non è una situazione così inedita, neppure nella prima vituperata e ora idolatrata “prima repubblica”. Si sta per chiudere baracca per le ferie estive. Prima c’erano i “governi balneari”, che duravano pochi mesi, giusto per mettere qualche toppa e superare l’estate. Oggi, in prossimità dei mesi caldi (quando l’interesse dell’opinione pubblica è minore) Silvio si è fatto le leggi che a Silvio servivano per difendersi dai processi ingiustamente intentatigli dalle toghe rosse. Era già successo nel 1994, quando fu lanciato il famoso “salvaladri” nei giorni tra la semifinale e la finale del mondiale di calcio USA.

    Quello che in realtà voglio dire è che fino alla prossima legge finanziaria non c’è molta ciccia, quindi si discute sul niente. Oddìo, non che le leggi salvasilvio siano proprio “niente” ma è una sua strategia consuete: alzare il polverone, fare molto rumore di fondo in maniera che l’attenzione cali, la gente si stanchi e provi questa generalizzata sensazione di disagio che – giustamente – denunci tu.

    È chiaro che questa situazione è amplificata dalla nullità totale della stampa italiana, che oramai è così prona e servile, che non si prova a pensare diversamente da quanto suggerito dai potenti neppure in un momento in cui i potenti hanno qualcosa da suggerire.

    Fino ad ora l’unico tema reale è l’onda lunga della vittoria elettorale, la cosiddetta autoproclamata “luna di miele” con l’elettorato e il conseguente riverbero di tutti gli “effetti annuncio” (“faremo questo”, “faremo quello”) che, di fatto, altro non sono se non una continuazione delle promesse elettorali. Va da sé che le promesse devono essere sempre più roboanti per coprire quelle precedenti (“Alitalia” anyone?). In autunno molte delle categorie colpite dai primi provvedimenti del governo (la Robin tax!? Ma per favore!), molte pubbliche amministrazioni virtuose (e ce ne sono) inizieranno a rendersi conto che l’attesa e la speranza erano mal riposte e che le leggi approvate sinora hanno e avranno effetti nefasti. I destinatari di quell’assurda elemosina che sarà la carta sconto per i poveri vedranno che si tratta di un palliativo che nulla risolve. Soprattutto, nel percorso di approvazione della legge finanziaria, in tanti si renderanno – tardivamente – conto del fatto che non vi sono risorse per tutti e che la ricetta berlusconiana della felicità a buon mercato per ciascuno è la consueta, ennesima, balla. Le categorie degli imprenditori si scanneranno per accaparrarsi le risorse. Ci potremmo anche fare sopra due risate se non fosse che l’incapacità patente di questa classe dirigente sta portando il Paese alla rovina.

    Non ho ricette alternative. Solo, per rispondere al tuo post, posso solo suggerirti: “Spegni il cervello, ché non vale la pena bruciare neuroni per ospitare le dichiarazioni di Schifani o di Grillo”. Aspettiamo l’autunno, attendiamo le conseguenze di ciò di cui si sta gettando le basi, e discutiamo di cose vere.

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