Dichiarazioni di voto

Non ho speso una parola, finora, riguardo le appena avvenute elezioni politiche. Ricordo che due anni fa ero molto coinvolto dall’argomento, d’altra parte si veniva da un quinquennio di berlusconismo e avevo da poco formato la mia identità ideologica, per così dire, e peraltro si trattava delle mie prime elezioni.

Allora, votai il Partito dei Comunisti Italiani. Fu una scelta da me molto ponderata, giustificata dalla volontà di dare un voto a persone che portassero avanti idee più nette e forti, senza però tradire il Governo come fece Rifondazione Comunista nel 1998. Io non mi sento di rimpiangere quel voto, nonostante molti sostengano che la sinistra “radicale” abbia indebolito il Governo uscente. Insomma, probabilmente un po’ è anche vero, ma in fondo mi sento di dire che le persone da me scelte allora si siano comportate in maniera tutto sommato responsabile (a parte in qualche frangente in cui si arrivò forse ad esagerazioni evitabili). Irresponsabili e traditrici, al contrario, sono state le defezioni di gente come Mastella o Dini, quest’ultimo addirittura riciclatosi nelle file del Popolo della Libertà.

In ogni caso, alle elezioni del 2008, ahimè miseramente perse, non ho votato la Sinistra Arcobaleno. Per stavolta, ho optato per il Partito Democratico, spinto da una serie di motivi da me tutti ritenuti ugualmente buoni. Quello più ovvio era il timore di disperdere il voto, dandolo ad un simbolo che non avrebbe mai potuto sperare di andare al Governo; poi, devo ammettere che questo PD è stato effettivamente una novità nel panorama italiano, un partito che è nato con un evento di partecipazione attiva che ho apprezzato e a cui ho partecipato, un partito che finalmente “mi sapeva di nuovo”, nel modo di porsi sulla scena politica e di gestire la dialettica. Stavolta il mio voto non è stato particolarmente ideologico: altrimenti, sarebbe dovuto andare un po’ più a sinistra del PD. La mia speranza è che la Sinistra “radicale” italiana, miseramente sconfitta, sappia riorganizzarsi e modernizzarsi seguendo nella forma la lezione data dal Partito Democratico. Probabilmente non potrà vincere le elezioni, però potrà costituire un’alternativa moderna e di governo agli altri partiti, abbandonando completamente una dialettica datata, in un paese dove gli operai metalmeccanici votano la Lega Nord.

7 pensieri su “Dichiarazioni di voto

  1. Hai perso! Hai perso! Hai perso ancora!!!
    Gnegnegnè!
    PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!

    … magra consolazione: avremo un presidente che saprà inventarsi ogni giorno dei nuovi sketch coi quali intrattenerci. Ma ti immagini che il prossimo vertice Italia-Francia-Russia sarà un mega show Berlusconi-Sarkozy-Putin??? Aldo, Giovanni & Giacomo a confronto non sono nessuno!!!

  2. Comunque pensavo ad una cosa, io: siccome Silvio si è parato il culo nel quinquennio precedente (processi, televisioni), forse almeno stavolta evita di usare il parlamento come appendice di sé stesso. Altrimenti, mi viene da vomitare.O_o

  3. E io invece ho votato SA… Come cambiano le cose col tempo, eh? Io ho compreso di essere radicalmente sinistro e tu ti sposti a fidarti di Walter😉

    (Ammetto di leggere solo ora il nuovo blog, comunque bella idea: ogni tanto bisogna pur cambiare)

  4. Anche tu, alla fine, sei una vittima di una cuspide esistenzialista che ti fa pensare alla matematica ‘presunta assoluta’ mentre il piatto (il computer con cui scrivi un blog su inet) è riempito da sacche di schiavitù inconscia, e quindi ti permetti di pensare da cattocomunista buonista.

    Viva i fratelli romeni purché rubino nelle case degli altri, vero?
    Viva le amiche genti extracomunitarie purché stuprino le donne degli altri, vero?

    Ah, il distacco dalla percezione della vita!
    Ciò che l’assuefazione al benessere diffuso aliena è quella semplice onestà percettiva.

    Peccato,
    Si sperava di meglio.😦

  5. “Viva i fratelli romeni purché rubino nelle case degli altri, vero?
    Viva le amiche genti extracomunitarie purché stuprino le donne degli altri, vero?”

    No, non direi. Viva chi si comporta bene e paghi chi si comporta male, ma questo al di là di appartenenze etniche, sociali, ecc. È molto semplice. Uno stupratore è un criminale, paghi secondo quanto stabilito dalla legge. Un ladro è un criminale (per quanto mi riguarda meno grave di uno stupratore), paghi anch’esso secondo la legge.

    Piuttosto, non voglio generalizzare. Sarà pur vero che certi crimini sono commessi più frequentemente da individui di una certa etnia, ma ciò non significa che tutti gli individui di quell’etnia siano da considerarsi potenziali criminali. Sarebbe come dire che, siccome in Sicilia ci sono tanti mafiosi, allora ogni siciliano è potenzialmente un mafioso, quando invece magari è una brava persona. Invece la mia impressione è che, anche forse solo inconsciamente, le persone tendano ad astrarre dal particolare (l’extracomunitario che stupra la ragazzina in periferia) per arrivare al generale, cioè nell’esempio a pensare che “tutti gli extracomunitari sono stupratori”, cosa direi palesemente *falsa*. Semplicemente, se c’è un criminale, lo si arresti. Se la maggior parte degli “stupratori di periferia” sono extracomunitari, si prenda atto del problema e si pensi a possibili soluzioni, magari cercando di approfondire le ragioni degli avvenimenti. Ma senza pregiudizi o generalizzazioni, dico io.

    PS
    La Matematica non è assoluta, per me, e nemmeno presunta tale.🙂 Poi, se ho “sacche di schiavitù inconscia”, non lo so!😛😀

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