Matinée

C’è qualcosa che non mi torna, a volte, come una rotella fuori posto di un grosso ingranaggio. Ascolto Autogrill di prima mattina, trasmette immagini crepuscolari però, quella bella canzone. Ogni volta che l’ascolto mi sembra come di ritrovarmi nel tratto emiliano dell’A1, una sera estiva permeata di quella particolare malinconia; è la malinconia del crepuscolo sulla lunga striscia d’asfalto che sembra estendersi indefinitamente all’orizzonte, è la malinconia del bagliore violaceo dello smog che pervade il cielo. Sensazioni che gli antichi non avrebbero mai potuto provare, perché così intimamente legate al mondo di adesso, alle sue industrie, alle sue autostrade.

E le donne, poi. Anche loro, son cose che non tornano. Stanotte ne ho incontrata una, in un sogno beffardo. Svanita, come ho riaperto gli occhi, dopo che l’avevo salutata affettuosamente, quasi incredulo del fatto di averci intrattenuto finalmente un discorso. Appena svegliato, riflettevo sulla possibilità che un sogno così potesse essere piuttosto un motivo di incoraggiamento che una mera beffa, in ogni caso non ha potuto fare a meno di lasciarmi un certo qual amaro in bocca, un gusto che mi accompagnerà per l’intera giornata. E stamattina, anche questa sensazione un po’ romantica, una cosa che forse non si addice all’orario, chissà. Ma in fondo, questo non ha importanza.

Non la vedi non la tocchi oggi la malinconia? Non lasciamo che trabocchi, vieni andiamo, andiamo via…

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