Breve riflessione sui tempi che corrono

Io ultimamente ho l’impressione che stiamo vivendo un periodaccio. Mi riferisco, guarda caso, alla situazione politica e sociale che si è configurata in questi ultimi tempi; al di là dei guai vari del nostro parlamento, mi sembra proprio di rilevare nei commenti di molte persone, nelle conversazioni che si scambiano nei luoghi di ritrovo (famiglia, università, Internet…) un sentimento diffuso di rigetto, di rifiuto, di pessimismo, di disillusione nei confronti degli uomini che abbiamo eletto a governarci. Discorsi come “fanno tutti schifo”, oppure “mandiamoli tutti a casa”, che culminano in dichiarazioni quali “io d’ora in poi non voto più”. Parole che generalizzano, che estremizzano, come se veramente non potesse esistere nemmeno un uomo che ha deciso di fare politica per una finalità diversa dall’accentramento di potere e denaro, sulle sue mani e su quelle dei suoi soci. E poi, tutti a gridare, lungo l’onda di chi grida per primo, trascinatori di folle da una parte e dall’altra che fanno leva su slogan facili e immediati per catturare l’attenzione; un modo di fare, questo, che non mi trova certo d’accordo, perché prima di urlare uno slogan una persona dovrebbe perlomeno fermarsi a valutare se, dietro la “parolona”, vi sia un insieme di idee forti e soprattutto ben argomentate. Non sto affermando niente di nuovo, soltanto che ritengo più saggio riflettere prima di aprir bocca. Ciò detto, tendo comunque a preferire chi tiene la voce più bassa e si apre al confronto; d’altra parte, chi evita di mettere in discussione le proprie posizioni è quasi per definizione antidemocratico, e non si tratta certo di un comportamento da me stimabile.

In questo panorama per niente confortante, peraltro, devo ahimè riconoscere che l’attuale classe politica non fa praticamente nulla per cercare di migliorare la propria immagine, e frenare l’ondata di disistima che la sta travolgendo. Questo secondo me è grave, perché a mio avviso un paese ha davvero bisogno di credere nelle proprie istituzioni, altrimenti il mio timore è che si aprano le porte a mentalità eversive o a qualche altro “uomo della provvidenza”, e tali possibilità personalmente mi terrorizzano.

Non so, io più che arrabbiato sono triste e un po’ (molto) preoccupato per come si stanno mettendo le cose qui. Spero in bene.

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6 pensieri su “Breve riflessione sui tempi che corrono

  1. Sai, dovresti proprio studiare Giurisprudenza (notare che è Giurisprudenza, e non giurisprudenza). Dopo aver studiato un anno e mezzo (fra l’altro nella stessa bellissima città in cui studi pure tu) mi sono trovato a predere quasi completamente la fiducia nel genere umano. E questo per un motivo abbastanza semplice: studiando la legge, e in particolar modo il diritto romano, mi sono trovato a realizzare una verità abbastanza semplice e nella sua semplicità sconvolgente: la legge (affermazione da riferire soprattutto alle leggi dell’impero romano) è perfetta. Giusta.
    E questo porta inevitabilmente a pensare che se le cose non funzionano, è solo perchè gli uomini non le fanno funzionare; perchè sono cattivi, avidi, bugiardi…
    E chiunque andrà al governo sarà così, anche solo perchè semplicemente per arrivarci devi “fare fuori” i tuoi concorrenti… e per riuscirci necessità sicuramente di mezzi poco etici. C’è un intero sbarramento che impedisce alle brave persone di superare una certa soglia di potere. Rassegnamoci a questo, perchè le cose non cambieranno.

    Inoltre il sistema democratico è fallito in partenza, perchè alla fine dei fatti la democrazia concete potere decisionale a individui che non sono assolutamente in grado di esercitarlo con cognizione… perchè ingenui, perchè stupidi, o semplicemente perchè non informati a dovere (per loro mancanze o per macchinazione ai livelli più alti dell’informazione: il risultato non cambia). Per cui chiaramente non aspettiamoci di avere un governo che funzioni se utilizziamo il sistema democratico.

    Ad ogni modo ti faccio mille congratulazioni per il nuovo blog, che mi sembra veramente bello. Senza contare che l’impaginzaione mi piace un sacco: semplice ed elegante, come piace a me (anche se del mio gusto non frega nulla a nessuno)…
    per cui Complimenti! Continua così!

  2. Il problema di quello che dici è che non vedo alternative valide alla nostra tanto vituperata democrazia parlamentare, se non l’avvento di un “dittatore illuminato”. Certo piacerebbe veramente a tutti affidarsi nelle mani di un uomo moralmente integerrimo, nonché filantropo e dotato di volontà a fare il bene di tutti.

    Purtroppo la Storia ci fornisce esempi decisamente lontani da quel modello. Io preferisco la democrazia con tutti i suoi problemi e difetti, piuttosto che dovermi affidare ad una persona sola, con il rischio di sprofondare in un regime di repressione e di perdita delle mie libertà personali che, dopo tutto, ci sono garantite.

  3. sono da sempre contro gli sloogan che dietro non hanno programmi politici e, avendo frequentato l’ambiente, so che quando ci sono programmi te li devi pure leggere e decodificare.
    Conosco urlatori che hanno proposte concrete e le urlano, ma proprio perché le urlano nessuno si prende la briga di andare a leggere le proposte. Tipo Grillo, per essere chiari, Beppe Grillo urla e sputacchia ma se schivi gli schizzi e vai a leggere sull’energia, sull’inquinamento, sull’ambiente, sulla ricerca, sulla salute… ne ha da dire.

    Non è un periodaccio diverso da tanti già attraversati dall’Italia, credo anzi che quando siamo alle corde esce il meglio, non andare a votare è un messaggio forte e chiaro alla classe politica, non è solo un dato negativo, è un dato che diventa preoccupante nelle segreterie di partito, è perdita di potere reale sul territorio. Costringe al cambiamento. Con questo non voglio dire che non voterò ma non ho votato alle ultime amministrative, la prima volta in vita mia per scelta politica.

    Mi spaventano di più le discussioni sulla democrazia, credo che dovrebbe essere acquisita e indiscutibile, ma non credo sia possibile far passare l’idea che sia insito nelle democrazie la corruzione della classe dirigente.

    Infine… mi spiegate perché voi ggiovini avete così paura dell’avvento di una dittatura ché noi vecchiotti manco ci pensiamo? Vedete davvero segnali di questo tipo?

  4. Ti ringrazio per il commento. 🙂

    Ti rispondo un po’ in ordine sparso… sulle derive dittatoriali: credo sia sempre bene stare attenti, guardinghi. Questo perché non si può mai sapere che cosa ci può riservare il futuro, e io non voglio un futuro di “controllo”, per quanto “morbido” esso potrà essere. Il mio timore è che da una situazione di sfiducia variamente esacerbata possa arrivare qualche “moralizzatore” ad acquistare un potere maggiore di quanto non sia saggio. Per fortuna abbiamo una Costituzione scritta proprio per evitare il verificarsi di scenari disastrosi (cioè, olio di ricino e manganello), però può sempre avvenire qualche tipo di eversione. Non è che non ci dormo di notte su questi pensieri, semplicemente preferisco andarci cauto e “premunirmi”.

    Sulla democrazia e corruzione: è ovvio che non è insita nelle democrazie la corruzione della classe dirigente! Infatti si tratta di un male da estirpare, in qualche modo, e chiunque abbia un briciolo d’onestà credo possa trovarsi d’accordo. Sai qual è un altro problema a mio avviso? È si provato che vivacchiano in Parlamento individui che starebbero meglio in galera, però io sono anche convinto che, oltre questo manipolo di gentaglia e oltre i “soliti” che sentiamo nelle interviste e vediamo in TV (che alla fine saranno cinquanta su novecento!), vi siano comunque persone che, silenziosamente, hanno la dignità di impegnarsi nel proprio mandato elettorale. Come forse ho già detto, non amo generalizzare nel momento in cui non sussistono per me presupposti per poterlo fare (e difficilmente sussistono!).

    In ogni caso, credo che andrò sempre a votare, personalmente. 🙂 Questo, perché voglio comunque credere nel nostro “sistema”, e che per migliorarlo il modo migliore sia quello di esercitare appieno le mie funzioni di cittadino. Non vedo nemmeno un’alternativa ai tanto vituperati partiti, alla fine sono semplicemente il modo che la gente ha per partecipare attivamente alla politica, quando non si accontenta del voto. Si può certo auspicare – e a ragione – una sorta di “rinnovamento”, che però a mio avviso va effettuato e vissuto all’interno del sistema che c’è, perché di per sé non lo trovo malvagio… (legge elettorale attuale a parte 😛 ).

    Su Grillo, poi, devo confessare di avere alcune riserve non di poco conto. Di certo credo nella sua buona fede nel farsi promotore di parecchie iniziative anche lodevoli, tuttavia ultimamente col blog e i V-day secondo me sta andando un po’ troppo oltre il suo ruolo di “denunciatore di cose scomode”. D’altra parte ho scoperto alcune cose che fanno riflettere… il legame tra Grillo e l’editore del suo blog nonché dei DVD dei suoi spettacoli eccetera… editore che è a tutti gli effetti un imprenditore. Su internet si trovano molte informazioni, ci si può fare una certa idea. 🙂

  5. Credere in qualcosa è una cosa bellissima… credere in qualcosa che palesemente non funziona invece è idiozia (nel peggiore dei casi) o follia (nel migliore).
    Il nostro sistema non funziona, non per colpa sua ma per colpa delle persone che dovrebbero farlo girare nel modo giusto… rimane il fatto che le cose non vanno come dovrebbero, alchè è chiaramente necessario cambiare qualcosa.
    E non mi riferisco al governo: il fato che sia felicissimo della rovinosa fine della sinistra dipende solo dal fatto che la destra ora come ora mi sembra un po’ più adatta a governare, un po’ meno imbecille diciamo… si dovrebbe cambiare radicalmente la classe politica.
    Ma ciò non avverrà, per ovvie ragioni… purtroppo…

  6. non ho nulla da aggiungere se non invitarvi all’ascolto di “Voglia di gridare” di Daniele Silvestri:
    “Ti è mai venuto in mente che a forza di gridare
    la rabbia della gente non fa che aumentare
    la forza certamente deriva dall’unione
    ma il rischio è che la forza soverchi la ragione

    Immagina uno slogan detto da una voce sola
    è debole, ridicolo, è un uccello che non vola
    ma lascia che si uniscano le voci di una folla
    e allora avrai l’effetto di un aereo che decolla

    La gente che grida parole violente
    non vede, non sente, non pensa per niente

    Non mi devi giudicare male
    anch’io ho tanta voglia di gridare
    ma è del tuo coro che ho paura
    perché lo slogan è fascista di natura

    Quando applaudi in un teatro, quando preghi in una chiesa
    quando canti in uno stadio oppure in una discoteca
    Sei tu quello che canta, è il tuo fiato che esce
    ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce

    Il numero è importante, dà peso alle parole
    per questo tu ogni volta prima pensale da sole
    e se ci trovi il minimo indizio di violenza
    ricorda che si eleverà all’ennesima potenza

    La gente che grida parole violente
    non vede, non sente, non pensa per niente

    Non mi devi giudicare male
    anch’io ho tanta voglia di gridare
    ma è del tuo coro che ho paura
    perché lo slogan è fascista di natura “

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