Articoletto leggero, tanto per smorzare un po’ i toni. Ci sta ogni tanto, no? Caspita, non potrò continuamente imbastire dei discorsoni, è bello poter essere anche un po’ spontanei e leggeri di tanto in tanto.
Insomma poi, è San Valentino! È la festa degli innamorati! Quest’anno voglio stare al gioco anche io, ho passato abbastanza anni a fare lo snob che dice sempre “festa stupida e consumistica”. No, per stavolta no, stavolta sarà diverso! L’unico problema è che non posso fare l’innamorato senza innamorata, e siccome l’innamorata non esiste (ancora) nella realtà, dovrò crearmela. Insomma, faccio finta di vivere questo San Valentino 2008 con la fidanzata dei miei sogni (letteralmente).
Che si fa dunque? Beh, la mattina del 14 febbraio, appena svegliato, le mando un messaggio di buon risveglio, dicendole che oggi più che mai la amo. Lei mi risponde dicendo che non vede l’ora di vedermi, che sono bellissimo, e dolcissimo. Quindi mi alzo e ascolto alla finestra il cinguettìo dei passerotti, in un giorno d’inverno che sembra già di primavera, da quanto il mio cuore batte forte e vitale, e il mio sentimento forte e puro e infinito per la mia amata sconfigge il gelo di febbraio. Quel pomeriggio esco fuori, canticchio un motivetto intanto che penso a lei, e raggiungo quella panchina dove ci siamo dati appuntamento. Lei è proprio lì, semplicemente splendida. Si alza leggiadra e si getta nelle mie braccia, baciandomi con passione e dolcezza. Io le do un bacio sulla fronte e le porgo un mazzo di fiori, che ho confezionato personalmente pensando a lei e a tutto il bene che le voglio. La commozione è troppo forte, sono travolto, non riesco a trattenere le lacrime. Anche lei piange, piange di gioia e di emozione. È proprio una ragazza eccezionale, penso. E glielo dico. Le stringo forte la mano e insieme ci incamminiamo verso la città. E camminiamo e parliamo, e parliamo e camminiamo e ci baciamo, lungo le strade del centro, intanto che il sole scivola via oltre l’orizzonte, e si accendono i lampioni. Fa più freddo ora, ma ci stringiamo assieme con affetto e ci riscaldiamo, intanto che ascoltiamo i battiti dei nostri cuori. Per cena la porto in un bellissimo ristorantino nascosto in un vicoletto, dall’atmosfera raccolta e pittoresca. Ci sediamo al nostro tavolino, osservo i meravigliosi lineamenti del suo viso alla luce della candela. Rido con lei sottovoce, accarezzandola di quando in quando. Dopo la cena la accompagno a casa, percorrendo le strade buie e illuminate dimentico dello scorrere del tempo, sospeso in una dimensione di felicità dove ci sono solo io insieme a lei, per sempre. Arrivati, ci fermiamo davanti all’uscio di casa. I suoi occhi brillano, la sua voce è rotta dalla commozione. “Ti amo tanto, sei bellissimo”. E ci baciamo, in un minuto che mi sembra eterno. “Anche io ti amo tanto, per te darei la mia stessa vita”. La abbraccio forte e le do la buonanotte, prima di vederla entrare in casa e chiudere la porta. Con calma mi incammino verso casa, ringraziando il fato di avermi fatto trovare una donna così eccezionale, una donna che mi sento davvero di amare fino alla fine dei miei giorni.

Ovviamente spero di non essere così melenso nella realtà, ma confesso che un po’ non mi dispiacerebbe!