Nei due giorni scorsi è nevicato, su Pavia. Mezzo metro in tutto, direi. La città che cambia aspetto, le strade che spariscono, i marciapiedi come sentieri battuti in un campo completamente bianco. E poi, la luce: la luce dei lampioni cittadini, ma riflessa, diffusa ovunque, a creare quella particolarissima atmosfera.
Adesso sta piovendo, però. Ogni goccia d’acqua è come acido corrosivo, che buca il manto bianco, lo dissolve. Presto quel mezzo metro caduto in due notti sarà ridotto ad acqua sporca e fangosa, spiacevole da vedere, fastidiosa da camminarci sopra.
Non è giusto. Non è giusto che una cosa così bella, così… rivoluzionaria, sia destinata a essere tanto effimera. Vorrei che questa neve potesse restare così com’è, pulita, in un certo senso perfetta, per un altro giorno ancora. E invece sono condannato ad assistere al suo lento dissolvimento, alla sua agonia. Ecco: non è la sua fine in sé a farmi tanta pena. È la sua fine in questo modo, così atrocemente graduale. Se la neve caduta ieri e oggi su questa città deve proprio sciogliersi, io vorrei che si sciogliesse in un istante solo! E invece tengo serrate le persiane, per non vederla intanto che la pioggia, goccia dopo goccia, la distrugge.
Sabato, 10 Gennaio 2009 alle 11:46 |
Neanche una foto per chi la neve non l’ha vista manco per caso, eccetto qualche spruzzatina qua e là la sera?
Domenica, 11 Gennaio 2009 alle 13:29 |
Ne ho fatte, ma sono bruttine, perché le ho prese con il cellulare a bassa risoluzione. Ma ti pare che qui ci sono ancora venti-trenta centimetri buoni? E tutta ghiacciata, temperature polari!